Intervista esclusiva a David Alexander “Summer Heart”: inno all’estate

Summer Heart è un progetto solista dream pop del produttore e polistrumentista svedese David Alexander, caratterizzato da una particolare atmosfera lo-fi.

David inizia a lavorare a Summer Heart nel 2011; nello stesso anno pubblica il suo primo EP “Please Stay”, che guadagna rapidamente l’attenzione del pubblico del web grazie al blog musicale Hype Machine e alle testate The Guardian e The Star, che recensiscono molto positivamente il suo lavoro.

Ho fatto qualche domanda a David, che mi ha risposto durante i preparativi del suo imminente tour negli Stati Uniti. Buona lettura.

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A: Ciao David, piacere di conoscerti. Come va?

D: Ciao Andrea, anche per me è un piacere conoscerti. Va tutto bene grazie.
Mi sto preparando per partire per il mio imminente tour negli Stati Uniti!

A: Dove e perché hai iniziato a fare musica?

D: Questa è davvero una ottima domanda.
Entrambi i miei genitori sono dei musicisti così, ad un certo punto, ho iniziato anche io a fare musica, è stato spontaneo.
La musica è sempre stata intorno a me, sin da quando ero bambino.

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A: Quali sono i tuoi ricordi musicali più cari?

D: Probabilmente in casa quando mio padre cantava e suonava la chitarra per me e per i miei amici, e dopo INSIEME a me e CON i miei amici.
Lui è un vero intrattenitore in realtà. Molto più di me. (risata, ndr)

A: Qual/i è/sono stato/i il/i primo/i brano/i che hai imparato?

D: Non sono mai stato bravo a suonare musica di altra gente, non sono mai stato nemmeno realmente interessato a farlo.
Ho sempre voluto creare le mie canzoni per qualche ragione.
Probabilmente, in passato, ho suonato qualche canzone dei Green Day con la chitarra, ma ho dei ricordi molto vaghi.
Ora non riesco a suonare nessun’altra canzone, oltre alle mie.

A: Sei stato influenzato da vecchi dischi? Quali?

D: Non necessariamente così vecchi. Michael Jackson è sempre stato il mio artista preferito. Thriller, Bad e Dangerous sono davvero dei dischi incredibili!

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A: Come descriveresti la tua musica?

D: DIY-pop

A: Cosa ti piace della musica?

D: Niente di preciso.
Generalmente mi piacciono tutte le sensazioni che la musica può dare.
La musica ti da delle emozioni incredibili e per questo la amo.

A: Quanto spesso e per quanto tempo ti eserciti a suonare?

D: Faccio raramente prove. Sicuramente ne dovrei fare di più.

A: Solitamente sei nervoso prima di una performance?

D: Si, almeno un po’. Mi piace essere un po’ teso prima di un live.
Quando non sono nervoso c’è qualcosa che non va.

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A: Che consiglio daresti ai principianti che sono nervosi prima dei live?

D: Prendete sempre seriamente la vostra musica e i vostri talenti.
Fate leva sui vostri difetti o paure per migliorarvi giorno dopo giorno e rideteci su.

A: Cosa ne pensi del ruolo di Internet nell’industria musicale?

D: Mi piace e sinceramente non ricordo com’era la musica prima di internet.
Per un musicista emergente è sicuramente difficile al giorno d’oggi fare breccia nel grande “muro di rumore” che c’è online.
Allo stesso tempo, internet mi ha dato delle opportunità incredibili.
Ho imparato a produrre musica, ho avviato la mia etichetta, ho collaborato con persone incredibili dall’altra parte del mondo, cose che probabilmente non avrei potuto fare senza la potenza della rete.

A: Quali sono i tuoi piani per il futuro?

D: A breve partirò per il mio primo tour negli Stati Uniti e sicuramente andrò avanti con il mio progetto “12SongsOfSummer”, che darà la luce a 12 nuovi brani quest’anno.
Sto preparando anche una collaborazione con il mio talentuoso amico Elias Abid che uscirà a metà settembre.

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A: Hai in programma di venire in Italia prima o poi?

D: Purtroppo per ora non ho niente in programma ma mi piacerebbe davvero venire a suonare in Italia!

A: Grazie per il tuo tempo David, a presto!

D: Grazie a te per lo spazio Andrea, in bocca al lupo per tutto.

Intervista originale e revisione di Andrea Varlaro
Traduzione di Diana Matalucci

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