Intervista esclusiva a Joel Randles “Good Posture”: il musicista gentile di cui ti innamorerai

Spotify a volte regala grandi emozioni.
Qualche giorno fa ero a Roma in ufficio e mentre ascoltavo una playlist, per puro caso, mi sono imbattuto in Good Posture, pseudonimo di Joel Randles.
Avete presente quella sensazione che provate quando conoscete un nuovo amico?
Ascoltando la sua musica io mi sono sentito così: felice e fortunato.

Randles, originario dell’Inghilterra, ha pubblicato quest’anno il suo primo “round” musicale, composto da due brani molto ben riusciti: “Italy” e “Feels So Good”.

21827339_142781419660750_5205326914792718336_n

Ho deciso di intervistare Joel perché secondo me è un grande artista, un musicista genuino e spontaneo che si sta facendo strada nel mondo della musica con classe ed eleganza.
Gli ho scritto una email per chiedergli un’intervista esclusiva per Limonata Mag, mentre tornavo a casa dal mio ufficio.
Dopo poche ore mi ha risposto entusiasta, “il vostro progetto mi sembra veramente fico, mi piacerebbe molto farne parte!”

Buona lettura.

39699829245_a5349a01e0_o.jpg

A: Ciao Joel, piacere di conoscerti! Come stai ?
J: Ciao Andrea, sta andando tutto bene. E voi con Limonata? Tutto ok?
A: Tutto ok Joel, sono davvero felice! Mi piace come si sta evolvendo il progetto!

A: Quando è perché hai iniziato a fare musica?

J: Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo tredici anni, ma ho iniziato a fare musica “seriamente” a ventiquattro anni.

Da ragazzino facevo parte di molte band che suonavano pessime cover di gruppi punk e indie rock.
Nella mia città di origine, un piccolo centro del nord dell’Inghilterra, tutti i ragazzini della mia età praticavano qualche sport mentre a me questo tipo di percorso “tradizionale” non piaceva per niente!
Suonare la chitarra rappresentava una forma di ribellione per me, non volevo sembrare arrogante, ma semplicemente diverso dagli altri.

A: Hai dei ricordi legati alla musica che ti fanno emozionare?
J: Quando vivevo a Lipsia collaboravo con una piccola agenzia di booking e facevamo suonare diverse band emergenti.
Una volta incontrai Cindy Lee (nome d’arte di Patrick Flegel) e prima di una sua esibizione lo ammorbai a tal punto che alla fine della serata eravamo diventati amici. Ero davvero felice quella sera. È senza dubbio un bel ricordo.

41456526_1137901013027982_826120409831685091_n.jpg
A: Qual è stato il primo pezzo che hai imparato a suonare?
J: La prima canzone che ho imparato a suonare deve essere stata sicuramente degli Offspring o dei Blink 182.
A quel tempo amavo fare lo skater, quindi ero fissato con le band pop punk! ohhh, bei tempi i power chords! ❤

A: Sei stato influenzato da musicisti o album del passato?
J: Si, certamente.
Ho avuto una lunga fase della mia vita in cui ascoltavo solo vecchia musica.
I miei genitori erano grandi fan degli anni 80. 

Mio padre amava alla follia Paul Weller.
Weller dopo lo scioglimento dei Jam, formò gli Style Council prendendo una direzione più pop. L’ EP della sua nuova band: “Introducing The Style Council” è stato fonte di grande ispirazione per me.
In qualche modo mi sento musicalmente molto in sintonia con quel sound.
Adoro l’uso del synth in “Long Hot Summer” e Paul ha una abilità eccezionale nello scrivere canzoni.

21224988_171555990077857_393111776712982528_n
A: Come descriveresti la tua musica?
J: I contenuti li definirei ” profondamente emotivi” mentre le musiche sono più rilassate e calme.
Le melodie sono sicuramente più felici e positive rispetto ai testi che scrivo.

Spero che la gente trovi interessante questo modo di concepire la musica, cerco di non ripetere le parti del pezzo in maniera standard, e di introdurre elementi nuovi gradualmente, proprio come viene rivelata la storia nei testi che scrivo.

Non riuscirei a collocare la mia musica in un genere specifico (non penso sia più possibile al giorno d’oggi) ma direi che è rilassante e che allo stesso tempo ti fa muovere ondeggiando.

A: Ti eserciti spesso a fare pratica?
J: ops, recentemente sto suonando davvero poco.
Solitamente mi preparo per bene in vista di un concerto, in effetti questo progetto è agli inizi e le mie scalette cambiano molto spesso.
Le mie canzoni sono molto recenti e devo ancora impararle bene.
In questo periodo mi chiudo spesso nella mia camera e passo molto tempo a scrivere cercando di creare nuova musica.

26723202188_f7990f61d0_o.jpg
A: Solitamente ti agiti prima di una performance?
J: Si, spesso! Tuttavia apprezzo questo nervosismo, mi fa sentire un essere umano.

A: Che consigli daresti a un giovane musicista che tende a essere nervoso prima di un live?
J: Abbraccia la tensione. È una bella sensazione. Sii sicuro della tua musica e non avrai più nulla per cui agitarti, eccetto la moltitudine di persone davanti alla quale devi esibirti, ma quella è la parte divertente.

A: Cosa ne pensi dell’impatto di internet nell’industria musicale?
J: Devo dire che lo apprezzo.
Mi ha fornito la piattaforma per condividere la mia musica e per imparare ad utilizzare gli strumenti con cui comporre i miei brani.
Ovviamente ci sono dei contro, tra cui le grandi compagnie di streaming che non pagano molto gli artisti.
Per quanto mi riguarda trovo che l’opportunità di poter farsi ascoltare da ogni parte del mondo sia davvero il massimo.

25724215277_57cbc77b31_o.jpg
A: Quali sono i tuoi piani per il futuro?
J: Vorrei pubblicare qualcosa di fisico al più presto.
Sono ancora molto pignolo sulla mia musica.
Prima di pubblicare i miei pezzi solitamente passo tantissimo tempo a curare la produzione per rendere tutto perfetto.
Quando avrò abbastanza materiale cercherò un’etichetta per fare uscire il mio primo lavoro ufficiale.
Voglio suonare live e andare in tour.
Spero di riuscire a fare tutto questo nei primi mesi del 2019.

A: Quando verrai in Italia?
J: Il prossimo anno, spero!
Ho bisogno di suonare la mia canzone “Italy” agli italiani!
In realtà ho vissuto per un periodo in Italia, ed è proprio nel vostro paese che ho trovato l’ispirazione per scrivere il mio brano.

40552321502_d5287d9252_o.jpg

Intervista originale e revisione di Andrea Varlaro
Traduzione di Maria Francesca Ziti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...