Intervista esclusiva a Rokas: Nemico del cuore

Lo scorso 22 ottobre è uscito Nemico del cuore, il primo album del rapper ligure Rokas, nome d’arte di Alberto Sanlazzaro, classe ’92.
Alberto è nato a Sarzana e a 19 anni si è trasferito a Milano, dove recentemente è entrato a far parte del roster di Digitale2000.

Il disco è un diario sincero che raccoglie frammenti di vita raccontanti da Rokas in otto tracce, prodotte da Rayless, Luke Giordano, Abathingboi, Manfree e Kanesh.

A: Ciao Alberto, come stai?
A: Ciao! Da Dio grazie!

​A: Ci parli della lavorazione e del concept del tuo lavoro di esordio, “Nemico del cuore”?
A: È figlio di questa generazione.
Non lo volevamo, ma ora che ci abbiamo lavorato ed è uscito lo amiamo alla follia.
Non ci siamo mai seduti a tavolino dicendo “facciamo un disco”; è partito tutto da Cera, mi è venuta voglia di scrivere e dopo poco avevo tutti i pezzi finiti, tranne Easy che aveva già un annetto.

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A: Il tuo disco è una sorta di diario che racconta all’ascoltatore frammenti della tua vita vissuta, da quanto tempo lavoravi a questo progetto? Che valore ha per te emotivamente parlando? 
A: È un po come se fosse una relazione: inizia bene, un po’ sul “chi va là”, poi c’è l’enfasi, i momenti di rottura, e alla fine chiariamo e accettiamo entrambi l’altro.
È personale perché parlo di cose che mi sono successe quindi il valore emotivo è connesso a quegli episodi, però ora come ora credo la musica non debba avere sempre un messaggio intrinseco, in questo caso lo aveva ma non è stato propriamente voluto, è successo.

A: Sei da poco entrato a far parte del roster di Digitale2000, come ti trovi a lavorare con loro?
A: Bene, se no non avrei lavorato!
Sono tutti molto capaci e bravi.
Poi stiamo tutti mettendo i piedi in acqua per la prima volta, siamo tutti sulla stessa barca.

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A: Quali sono le tue influenze musicali principali? 
Ci sono degli autori contemporanei a cui ti senti vicino?
A: Rnb… soul… è difficile da dire, ci sono mille influenze.
Ho una lista troppo lunga, non ci starebbe tutta qua.
Sicuramente la scena canadese, americana ma anche italo-francese: ci sono artisti che dicono cose che penso, ma sentirmi vicino è difficile, sarebbe presuntuoso dirlo.
So che mi sento vicino a Drake, mi piacerebbe eh!

A: All’interno di “Nemico del cuore” è presente un featuring (“CERA” ndr) con I Miei Migliori Complimenti (che conosciamo molto bene) e l’artista indie-rap testacoda.
Come è nata questa doppia collaborazione?
A: Siamo amici prima di tutto.
È nata in casa dopo una cena e un tot. di bottiglie di vino tra me e Walter; testacoda non beve, quello straight-hedge!

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A: Sei originario di Sarzana e a 19 anni ti sei trasferito a Milano. 
Vivere in una delle città più importanti del mondo da un punto di vista culturale ha caratterizzato il tuo processo creativo?
Che rapporto hai con la città in cui hai scelto di vivere?
A: Milano è bellissima per tanti aspetti, sicuramente influenza per il fatto che puoi allargare il tuo range di persone da conoscere o con cui collaborare.
Tanti sono qua, anche incontrarli in giro ti arricchisce.
Trasporto una celebre frase riferita a Londra e la cambio un po’: “se sei stanco di vivere a Milano sei stanco di vivere da qualsiasi parte”.

A: Hai scelto delle produzioni interessanti e qualitativamente parlando molto importanti che racchiudono dei suoni ricercati e curati nei minimi dettagli.
Se dovessi definire il “mood” di “Nemico del cuore” utilizzando un aggettivo, quale sceglieresti?  
A: Le produzioni sono incredibili, sono orgoglioso di come hanno lavorato tutti i producer, Luke Giordano Rayless Manfree e Kanesh.
È stato un lavoro molto pensato da entrambe i lati e soprattutto con Luke quasi coordinato e creato insieme.
Più che aggettivo direi un sostantivo: Playlist.
Ho cercato di mettere dentro tutto ciò che volevo sentire in un disco, per questo ci sono tanti generi e suoni diversi.

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A: La musica fatta bene è sempre gratificante.
Cosa pensi dell’attuale situazione musicale italiana?
A: Che finalmente si può definire il rap con l’importanza che merita, senza più considerarlo di nicchia.
Credo che oramai sia considerabile pop senza per forza cascare nella connotazione negativa della cosa.
Aprite una global o una playlist di spotify e guardate che genere esce di più!

A: Che progetti hai per il futuro?
A: Comprare una casa alla mamma e a tutti quelli che dicono che vogliono comprare una casa alla mamma.

A: C’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto e ti sarebbe piaciuto sentirti rivolgere? 
E come avresti risposto?
A: Sì!
“Che cosa faresti, se venissi sotto casa tua?”
E io: “scenderei, come coi compromessi”.

Intervista di Andrea Varlaro

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