“Black Soul”, il nuovo singolo di Alessia Labate

Il 3 Gennaio è uscito su tutte le piattaforme digitali “Black Soul”, il nuovo singolo di Alessia Labate, musicista ventunenne originaria di Cosenza, che da due anni vive e studia a Milano.
“Black Soul”, scritto in collaborazione con Emanuele Bella, è il primo brano estratto dall’EP “The Night”.

A: Ciao Alessia, come stai?
Ti sei avvicinata alla musica all’età di 11 anni, iniziando a studiare il violoncello e il pianoforte alle scuole medie.
Ti va di raccontarci il tuo percorso formativo?
A: Ciao!
Intanto grazie per questa intervista, Limonata mi piace tantissimo e vedere qui una mia intervista è super fico!
Il mio amore per la musica ha avuto inizio con il mio concepimento: papà suonava sempre il jazz di Pat Metheny quando io ero nella pancia di mia madre.
Mamma aveva una scuola di danza, grazie a lei ascoltavo tutte le migliori hit di quel periodo e quando mi accompagnava a scuola in macchina metteva sempre i dischi di Michael Jackson, Vasco, Ligabue, Depeche Mode etc
Crescendo, ho sentito l’esigenza istintiva di avvicinarmi ad uno strumento e al canto come forma espressiva, così, a 11 anni grazie al progetto della mia scuola media, a cui sarò per sempre riconoscente, ho iniziato a studiare sia cello che piano: non stavo un momento ferma.
La chitarra poi è venuta da sè.
Un giorno mi feci trovare da papà (chitarrista, produttore musicale e polistrumentista) con la chitarra in mano e lo stereo pronto a suonare la canzone che volevo imparare.
Ho iniziato con le sue dritte e poi ho sviluppato il mio metodo, youtube è stato essenziale in questo.
Dopo circa un anno di chitarra, ho avuto l’opportunità e l’onore di partecipare a “Io canto” e oggi, a 21 anni, e dopo un’edizione di “The Voice”, posso dire che quella esperienza mi ha formata tantissimo.
C’è chi pensa che questi programmi siano una farsa, che i genitori costringano i figli ad andarci: purtroppo ogni tanto è vero, ma ci sono anche dei casi speciali, come me e il 60% dei miei amici, che hanno affrontato questa esperienza con voglia di fare e crescere, fregandosene di tutto il resto.
Alcuni ragazzi dopo “Io Canto” hanno fatto altre esperienze, “Sanremo”, “Xfactor”, “The Voice”, come me, ma io penso di essermi distinta perchè non mi sono mai fatta prendere dalla foga di far uscire cose a tutti i costi.
Ho avuto tante occasioni per emergere nel corso degli anni: nei periodi di “Io Canto”, Roberto Cenci era interessato a me e fece di tutto per farmi lavorare con grandi professionisti come Danilo Madonia e Maurizio Parafioriti; mi fece persino cantare un testo di Vincenzo Incenzo: tutto top secret, è la prima volta che ne parlo.
Io, però, ero troppo piccola per affrontare tutto quello e così la mia prima esperienza musicale andò in fumo.
All’epoca ero arrabbiata, pensavo di aver perso tante occasioni negli anni, di non aver sfruttato la visibilità di “The Voice”, ma oggi dopo qualche canzone, tante notti in studio e due trasferimenti feroci, a Roma e a Milano, posso dire che è stato meglio così.
Meglio aspettare il momento giusto.

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A: Il 3 Gennaio è uscito su Spotify il tuo singolo di esordio “Black Soul”.
Cosa ha significato per te scrivere e pubblicare questo pezzo?
A: Tantissimo, è una canzone che, insieme al resto dell’Ep che uscirà nel corso dell’anno, tengo chiusa nel cassetto da 2 anni.
Ho lavorato con il mio mentore, e produttore, KROM a questi pezzi e devono uscire: voglio che le persone ascoltino cosa sono oggi.
“Black Soul” è una canzone particolare che ho scritto in pieno blocco dello scrittore.
Un giorno, a casa del mio ragazzo, a Roma, mi sono seduta al piano e mi sono imposta di tirar fuori quello che sentivo, dovevo liberarmi.
Penso che “Black Soul” non sia una bomba: non è il pezzo pop esplosivo che ti fa ballare, ma nemmeno che ti fa piangere.
Lo vedo come un vibe, cupo ma lucido, che si materializza nella testa e nello spazio: la prima parte è molto tranquilla ma quando arriva il drop è come un salto in slow motion.

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A: C’è un disco o una canzone che ti ha cambiato la vita? Se si, quale?
A: “Ladywood” di Tove lo e “Glory Sound Prep” di Jon Bellion.
Tove lo è arrivata da sola a salvarmi in un momento buio, Jon Bellion, invece, me lo ha presentato SimonSays (Simon di Lush & Simon) durante una session, un mese fa, e mi ha cambiato la percezione delle cose.
Super positive vibes.

A: Quali sono le tue influenze musicali principali?
Ci sono degli autori contemporanei a cui ti senti vicina?
A: Per me, DIO è Michal Jackson: da “Off The Wall” fino a “Xscape” so tutto, o quasi, a memoria.
Lui rappresenta l’irraggiungibile, un talento così non nascerà più.
Se parliamo di produttori, mi piacciono Mark Ronson, Diplo stesso e gli Oliver.
Se dovessi scegliere una dream collab, sarebbe con gli Oliver.
Mentre, i songwriter che sento più vicini sono Tove Lo, Sia, Ina Wroldsen e, ho da poco scoperto Elohim e MNDR: le gurls che sanno scrivere spaccano.
Jon Bellion va oltre, è un talento assurdo: scrive, canta, produce, suona, dirige.

Lo riassumerei così: sonorità bellissime, arrangiamenti fuori di testa, emotività a 1000, elettronico ma non troppo, il tutto accostato a topline super pop.
Ascoltatelo, ne vale la pena.
Billie Eilish la conosciamo tutti, un talento assurdo.

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A: Come descriveresti la tua musica se dovessi utilizzare solo tre aggettivi?
A: Emotiva, pop, edgy.

A: Come inizi a comporre solitamente? Da cosa ti fai ispirare?
A: Ogni volta il processo cambia, soprattutto se scrivo per me.
Se scrivo per gli altri, parto da quello che ho.
Se non ho nulla, parto da una progressione armonica e una melodia ma se so già di cosa parlare, tutto viene fuori più facilmente.
Mi piace accompagnarmi mentre scrivo col piano o con la chitarra.
Non uso mai basi da youtube, anche se, è un approccio interessante: un giorno ci proverò, credo.

A: Con quali musicisti hai collaborato e con quali vorresti collaborare in futuro?
A: Ho collaborato con SimonSays su tante tracce, scriviamo insieme spesso.
A breve potreste sentire qualcosa, non posso dire altro.
Tenete gli occhietti aperti!

A: Cosa ti aspetti da questo 2019?
A: I’m pretty positive!
Quest’anno sarà sicuramente importante e spero anche molto bello.
Nel 2018, ho avuto tanti momenti down, un trasloco e tanti lavori non troppo gratificanti che ho dovuto fare per vivere.
Quest’anno voglio essere produttiva e rilassata: fare solo quello che mi va di fare e scrivere tanto!

 

 

Intervista originale di Andrea Varlaro
Revisione di Valentina Galante Giuliani e Maria Francesca Ziti
Fotografie di Walter Coppola

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