Lonely but Lovely chief

La señorita di cui canta Lonely Chief, musicista lo-fi messicano, la immagino dal sorriso smagliante e una lunga chioma di capelli biondi che le accarezza il seno.
È una figura evanescente, portatrice di una carica di sensualità ingenua che emerge da note sognanti e sospirate.
I suoi brani infatti si calano in un’atmosfera celestiale caratterizzata da una circolarità melodica fatta di synth, punte jazz, sonorità frizzanti e tanta ironia.

MF: Ho scoperto il tuo pezzo “senorita” grazie a Spotify, ma non sono riuscita a trovare  informazioni su di te online.
Ci puoi raccontare i tuoi primi passi nell’industria musicale?
LC: Senorita ha ricevuto un buon feedback, sono felice che tu l’abbia ascoltata.
Non ci sono informazioni su di me sul web perché nessuno mi ha mai chiesto un’intervista; recentemente ho caricato le mie produzioni su Soundcloud ed hanno iniziato ad ascoltarle, su Spotify invece la mia fortuna è stata che una delle mie canzoni venisse inclusa in una delle loro playlist più riprodotte.

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MF: I tuoi testi presentano dei simboli ricorrenti come cuori malinconici, dolci señoritas fatte di miele e nostalgia.
Dove giace l’elemento più comunicativo della tua musica: nei suoni o nelle parole?
LC: Mi concentro sempre sulle mie sensazioni e da esse capisco come associare le parole agli strumenti, a volte funziona altre no.
I testi invece li scrivo quando sono ubriaco, generalmente ne apprezzo la semplicità: la musica è divertimento.

MF: Qual è il processo creativo dietro il tuo album ?
Registri a casa o in studio ?
LC: Registro a casa dove sono libero di sperimentare senza pressioni esterne, mi piace avere il controllo su ciò che produco.
Il mio processo creativo sta proprio nel suonare sino a trovare il riff giusto accompagnando il tutto con tante caramelle e soda; gli snack sono uno degli aspetti apprezzo di più in questa fase.

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MF: L’era digitale ha dato voce ad artisti che senza internet non avrebbero avuto l’opportunità di approcciare la musica.
Secondo te qual è l’ostacolo maggiore del produrre musica oggi?
LC: Penso che non ci siano enormi sfide: posso registrare una chitarra ottenendo qualsiasi suono desideri.
Devo solo fare musica per me stesso ed evitare blocchi dello scrittore o mancanza di tempo.

MF: Se i soldi non fossero un problema cosa staresti facendo ora e dove?
LC: Onestamente starei facendo ciò di cui mi sto occupando ora.
Sono abbastanza ossessionato dal lavoro e mi annoio se non ho qualcosa su cui lavorare. Ti ringrazio per l’intervista e sono felice che ti sia imbattuta nella mia musica; lo apprezzo davvero molto.

Intervista di Maria Francesca Ziti

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