Arrivederci, Kaiser Karl

Il 19 Febbraio si è spento il genio di Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel e Fendi, lasciando al buio il mondo della moda.

Ma chi era esattamente Lagerfeld?

Un personaggio da sempre avvolto nel mistero, perché di Karl si è sempre saputo tutto e niente, a partire dalla sua data di nascita.

Nato ad Amburgo il 10 settembre: lo stilista sostenne a lungo di essere nato nell’anno 1935, dichiarazione in seguito smentita dalla giornalista Alicia Drake, affermando che in realtà si trattasse del 1933.

Nel 1953, Karl emigrò a Parigi, accompagnato da sua madre Elisabeth.
Qui, perse in fretta il suo “carattere” tedesco, ereditando quella tipica raffinatezza francese che lo distingueva nello stile.

Nel ’55, dopo aver vinto un concorso, iniziò a lavorare per Pierre Balmain, impiego che abbandonò dopo poco tempo, per trasferirsi presso lo stilista e profumiere francese Jean Patou.

Di quel periodo, disse:

«Io mi annoiavo, perciò mi licenziai e provai a ritornare a scuola, ma a scuola non studiavo, quindi passai per lo più due anni sulle spiagge – suppongo di aver studiato la vita in questo modo.»

Nel 1980, Karl fondò il suo brand, chiamandolo con il suo stesso nome.

Nell’82 arrivò finalmente la svolta: ottenne la direzione creativa di Chanel, dapprima occupandosi solamente della linea d’alta moda e poi, dall’84, anche del prêt-à-porter.

Genio assoluto, sovversivo ed eccentrico, fu spesso accusato dalla critica di andare troppo oltre; anche l’amico Yves Saint Laurent, durante i primi anni da direttore creativo, lo accusò di aver profanato le memorie di Coco Chanel con uno stile ribelle e sadomasochista.

La donna idealizzata da Lagerfeld non era una bambolina ingessata che si limitava ad indossare vestiti di classe, bensì una vera e propria protagonista dall’animo punk-chic con i capelli spettinati e delle comode scarpe ai piedi, rigorosamente flat, per un look grintoso ma funzionale.

Durante una masterclass organizzata in suo onore all’Istituto di studi politici di Parigi, Karl si raccontò agli studenti parigini, affermando di non aver mai avuto la fortuna di conoscere ed incontrare Coco Chanel, ma, che se questo incontro fosse avvenuto, sicuramente la mademoiselle francese l’avrebbe detestato per il suo stile.

Moderno Oscar Wilde in salsa dandy, Lagerfeld ottenne numerose collaborazioni durante la sua lunga carriera che spaziano dai brand più lussuosi, come Chanel e Fendi, passando per Chloé e arrivando alle capsule collection di H&M e Macy.

Nell’estate del 2010 e in quella del 2011, prestò il suo estro creativo al marchio Coca-Cola, rivoluzionando il design della celebre bottiglietta in vetro.

Durante i suoi numerosi anni di attività, Lagerfeld non si fece mai spaventare dall’idea di essere accostato al mondo popolare, fu proprio questo elemento del suo carattere a permettergli di diventare una icona della cultura pop.

Oltre ad essere impegnato nella moda in veste di designer, fu anche un grande amante della fotografia e in generale della bellezza delle cose che lo circondavano.

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Lagerfeld dedicò durante la sua vita un amore speciale e profondo alla sua gatta, Choupette, ereditiera del suo enorme patrimonio finanziario.

In un’intervista, dichiarò:

«Non esiste, ancora, il matrimonio tra uomini e animali. Non avrei mai pensato che mi sarei innamorato in questo modo di una gatta.

Ha la sua piccola fortuna, è una ereditiera, e se mi succedesse qualcosa, la persona che la accudisce non resterebbe nella miseria.
Il denaro che io ho guadagnato in questi anni è stato messo da parte proprio per lei. Choupette è una ragazza ricca.»

Dunque, se Choupette erediterà la fortuna di Lagerfeld, chi erediterà il suo posto a
capo della direzione creativa di Chanel?

Già da tempo si vociferava che Karl volesse “abdicare” ed erano state formulate alcune ipotesi su un paio di nomi.
Qualche giorno fa, la conferma: Lagerfeld verrà succeduto da Virginie Viard, che dal 1987 ha affiancato il maestro, apprendendone i segreti creativi.

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Grazie alle sue bizzarrie e al suo carattere, Karl Lagerfeld è diventato indubbiamente un mito.

Le sue grandi doti artistiche gli hanno concesso il privilegio di essere soprannominato dagli addetti ai lavori “Kaiser”, ovvero “Imperatore” in tedesco, perché effettivamente Karl è stato questo: un imperatore che ha rivoluzionato il mondo della moda, un innovatore senza pari.

Non esisterà mai più un altro Karl Lagerfeld, unico ed inimitabile, perciò:
grazie per tutto e arrivederci, Kaiser Karl!
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Valentina Galante Giuliani

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